ColtivaItalia è legge: oltre 1,1 miliardi per l'agricoltura, 300 milioni per gli uliveti, terre ai giovani e fondi per giovani e donne. Cosa cambia per le aziende di Catanzaro e Vibo Valentia

Il Parlamento ha approvato in via definitiva il ddl ColtivaItalia: 300 milioni per il piano olivicolo, 300 per le filiere strategiche, 300 per la carne bovina, 150 per l'imprenditoria giovanile e femminile, oltre 8.400 ettari pubblici in comodato ai giovani. Cosa c'è, a chi serve e perché oggi non si presenta ancora nessuna domanda.
Il 4 novembre il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge ColtivaItalia, il collegato agricolo alla manovra che mette sul tavolo oltre 1,1 miliardi di euro per il settore. Per le aziende delle province di Catanzaro e Vibo Valentia, dove l'olivicoltura, la zootecnia e le piccole aziende familiari pesano tantissimo, ci sono diverse misure da seguire da vicino.
Attenzione però: la legge non è ancora in Gazzetta Ufficiale e quasi tutte le misure partiranno solo con i decreti attuativi. Oggi non c'è ancora nessuna domanda da presentare: questo è il momento giusto per mettere in ordine il fascicolo aziendale e farsi trovare pronti.
Le misure principali
- Piano olivicolo nazionale 2026-2030: 300 milioni per i reimpianti e la lotta alle fitopatie, a partire dalla Xylella. È la misura più interessante per i tanti olivicoltori del Lametino, del Soveratese, delle Serre e del Vibonese.
- Filiere strategiche: 300 milioni per investimenti nelle filiere locali, nella competitività e nelle colture strategiche.
- «Allevamento Italia»: 300 milioni per la carne bovina e la linea vacca-vitello, riservati a chi lavora dentro contratti o accordi di filiera.
- Imprenditoria giovanile e femminile: 150 milioni per le imprese agricole guidate in prevalenza da giovani o donne, con mutui agevolati e una quota di contributi a fondo perduto.
- Terre ai giovani: oltre 8.400 ettari di terreni pubblici in comodato gratuito per 10 anni ai giovani dai 18 ai 41 anni, con possibilità di riscatto finale a metà del valore iniziale. I terreni saranno messi a bando.
- Banca comunale delle terre: i Comuni censiranno i terreni abbandonati o incolti per metterli a disposizione di chi vuole coltivarli.
- Fondo per la sovranità alimentare: 70 milioni per le filiere in difficoltà (grano tenero, orzo, mais, proteine vegetali).
- Credito d'imposta per i contratti di filiera del frumento (10 milioni), a favore delle imprese di trasformazione che firmano contratti pluriennali con produttori italiani.
- Stop all'espianto degli ulivi DOP e IGP per fare spazio a fotovoltaico o eolico, salvo reimpianto nello stesso sito o in aree vicine.
- Enoturismo e oleoturismo: l'ospitalità entra tra le attività che l'azienda agricola può offrire.
- Pratiche più rapide: le istruttorie dei CAA che non richiedono valutazioni discrezionali diventano subito esecutive.
Cosa significa per un'azienda del nostro territorio
Esempio: un olivicoltore di 34 anni del Vibonese con 5 ettari, in parte da reimpiantare, può guardare a tre canali: il piano olivicolo per i reimpianti, i fondi per l'imprenditoria giovanile e, se vuole crescere, il bando sulle terre pubbliche. Ma ognuno avrà regole e tempi propri, fissati dai decreti.
Tutte queste misure avranno un punto in comune: per accedere servirà un fascicolo aziendale aggiornato, con terreni, titoli di conduzione, coltivazioni e IBAN corretti. Chi arriva al bando con il fascicolo in disordine rischia di perdere settimane preziose o di essere escluso.
Cosa fare adesso
- controlla che il fascicolo aziendale sia aggiornato (superfici, contratti di affitto o comodato, piano colturale);
- se sei giovane o se l'azienda è guidata da una donna, verifica con noi i requisiti di imprenditore agricolo (coltivatore diretto o IAP) che probabilmente saranno richiesti;
- non dimenticare le scadenze già aperte: il contributo carburante al 20% e l'aiuto caro concimi scadono il 20 novembre, e il bando regionale per i giovani agricoltori è aperto fino al 23 dicembre.
Come ti aiuta UCI Centro Calabria
Il CAA Agriservizi di UCI Centro Calabria, nelle sedi zonali di Catanzaro e Vibo Valentia (su appuntamento), segue le aziende agricole di tutti i comuni delle due province: fascicolo, Domanda Unica, bandi del CSR Calabria 2023-2027 e domande nazionali. Appena usciranno i decreti attuativi di ColtivaItalia ti avviseremo e ti diremo se la tua azienda ha i requisiti. Vuoi passare a noi? Il cambio CAA si fa con la revoca al vecchio CAA entro il 30 novembre, con effetto dal 1° gennaio.
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