Dichiarazione dei redditi 2026: il modello Redditi si invia entro lunedì 2 novembre. Concordato preventivo, stessa scadenza – Catanzaro e Vibo Valentia

Partite IVA, ditte individuali, soci di società, eredi e chi non ha usato il 730: il modello Redditi PF 2026 va inviato entro il 2 novembre 2026. Entro la stessa data l'adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027. Chi deve presentarlo, cosa rischia chi sbaglia e come fare al CAF UCI.
Mancano pochi giorni a una delle scadenze fiscali più importanti dell'anno. Il termine ordinario del 31 ottobre quest'anno cade di sabato e quindi slitta a lunedì 2 novembre 2026: entro quella data va inviato il modello Redditi Persone fisiche 2026 (redditi del 2025) e, per chi lo sceglie, va comunicata l'adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027.
Il modello Redditi ormai si presenta solo in via telematica: la consegna su carta negli uffici postali era possibile fino al 30 giugno. Chi non ha un professionista di fiducia deve quindi rivolgersi a un CAF o a un intermediario abilitato, oppure inviarlo da solo con le proprie credenziali.
Chi deve presentare il modello Redditi
- titolari di partita IVA, compresi i forfettari, e le ditte individuali (commercianti, artigiani, professionisti);
- soci di società di persone (snc, sas) e di società in regime di trasparenza;
- gli eredi che devono dichiarare i redditi di un familiare scomparso;
- chi ha redditi o situazioni che il 730 non gestisce (per esempio alcuni redditi esteri o investimenti all'estero da indicare nel quadro RW);
- chi, pur potendo usare il 730, non lo ha presentato entro il 30 settembre e deve comunque dichiarare i propri redditi;
- chi deve correggere a proprio sfavore un 730 già inviato (meno reddito dichiarato o una detrazione non spettante): in questo caso serve il Redditi correttivo, entro la stessa scadenza.
Anche per molte aziende agricole organizzate come ditta o società la dichiarazione passa dal modello Redditi: se hai dubbi su quale modello ti riguarda, verifichiamo insieme la tua posizione.
Concordato preventivo biennale 2026-2027: decisione entro il 2 novembre
Con il concordato preventivo biennale il contribuente accetta in anticipo una proposta di reddito per due anni (2026 e 2027) e paga le imposte su quella base, anche se poi guadagna di più. Le regole per il nuovo biennio sono state chiarite dall'Agenzia delle Entrate con una circolare di inizio ottobre.
- Chi può aderire: imprese e lavoratori autonomi soggetti agli ISA per il 2025, sia chi aderisce per la prima volta sia chi rinnova dopo il biennio 2024-2025.
- Come si aderisce: nella dichiarazione dei redditi oppure con il modello CPB autonomo, entro il 2 novembre 2026.
- Chi è escluso: tra le cause di esclusione ci sono i debiti tributari o contributivi non pagati oltre i 5.000 euro.
- Le novità: le irregolarità nei dati dichiarati non fanno più decadere automaticamente dal concordato, ma si possono correggere con dichiarazione integrativa e ravvedimento; la decadenza scatta solo per accertamenti con scostamenti superiori al 30%. Chi rinnova ha vantaggi su compensazioni, rimborsi IVA, rateizzazioni senza interessi e tempi di accertamento più brevi.
- Chi non aderisce: sono annunciati controlli più mirati.
Il concordato conviene a chi prevede di guadagnare di più nei prossimi due anni, non a tutti. Prima di aderire va fatto un conto preciso, sulla tua situazione reale.
Cosa succede se si supera la scadenza
- Entro 90 giorni (cioè entro il 1° febbraio 2027) la dichiarazione è ancora valida ma tardiva: la sanzione fissa è di 250 euro, che con il ravvedimento operoso scende a 25 euro, più le eventuali sanzioni sui versamenti non fatti.
- Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa, con sanzioni molto più pesanti calcolate sulle imposte dovute.
Attenzione: la scadenza della dichiarazione non coincide con quella dei pagamenti. Il secondo acconto IRPEF e dei contributi si versa entro il 30 novembre 2026.
Documenti da preparare
- documento d'identità, codice fiscale e, se ce l'hai, la dichiarazione dell'anno scorso;
- Certificazioni Uniche (lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo) e redditi da affitti;
- per le partite IVA: registri o riepilogo di fatture emesse e ricevute, F24 già pagati, dati ISA;
- spese detraibili e deducibili (mediche, mutuo, ristrutturazioni, istruzione, contributi previdenziali);
- visure catastali di terreni e fabbricati, contratti di affitto agrario se sei agricoltore;
- per gli eredi: dati del familiare scomparso e dichiarazione di successione, se già presentata.
Come ti aiuta il CAF UCI
Al CAF UCI controlliamo la tua situazione, scegliamo il modello giusto, calcoliamo imposte e acconti e trasmettiamo la dichiarazione in tempo, con la ricevuta di invio. Per le partite IVA facciamo anche la simulazione del concordato preventivo: ti diciamo, numeri alla mano, se ti conviene aderire o no. Se hai già presentato il 730 e devi correggerlo, troviamo la soluzione più conveniente.
CAF UCI · Partita IVA · Modello 730


