Contributi INPS agricoli 2026: rata del 16 novembre e avvisi bonari per coltivatori diretti e IAP di Catanzaro e Vibo Valentia

Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP: la terza rata dei contributi 2026 scade lunedì 16 novembre, la quarta il 18 gennaio 2027. Nel cassetto previdenziale sono arrivati anche gli avvisi bonari per l'anno 2025. Cosa controllare e come mettersi in regola.
Per chi lavora la terra come coltivatore diretto, colono, mezzadro o imprenditore agricolo professionale (IAP) l'autunno è il momento dei contributi INPS. Ci sono due cose da tenere d'occhio: la prossima rata dei contributi del 2026 e gli avvisi bonari che l'INPS ha appena messo a disposizione per le somme del 2025 non pagate o pagate in parte.
Le scadenze delle rate 2026
I contributi 2026 si pagano in quattro rate con modello F24:
- 16 luglio 2026 e 16 settembre 2026: già scadute;
- lunedì 16 novembre 2026: terza rata;
- lunedì 18 gennaio 2027: quarta rata (il 16 gennaio è sabato).
Gli F24 precompilati si trovano nel cassetto previdenziale per agricoltori autonomi. Per il 2026 il reddito medio convenzionale giornaliero sale a 66,86 euro e il contributo per la pensione resta al 24%: per questo gli importi possono essere un po' più alti rispetto allo scorso anno.
Cosa sono gli avvisi bonari arrivati a ottobre
L'avviso bonario è un sollecito: l'INPS ti segnala che sui contributi dell'anno 2025 risulta un debito residuo, con le eventuali somme aggiuntive e sanzioni. Riguardano i lavoratori autonomi agricoli e, per alcuni trimestri del 2024 e 2025, anche i datori di lavoro agricolo. Non arrivano per posta: si leggono nel cassetto previdenziale, alla voce dedicata agli avvisi bonari dell'agricoltura.
Non ignorarlo: se l'avviso bonario non viene pagato o contestato nei termini, il passo successivo è l'avviso di addebito, con costi più alti.
Perché conviene pagare tutto entro l'anno
Per coltivatori diretti, coloni e mezzadri i contributi dell'anno valgono per la pensione solo quando sono pagati per intero. Chi sta per andare in pensione e ha una rata scoperta rischia di vedere slittare la decorrenza. Il ritardo su una rata intermedia, invece, pesa soprattutto sulle sanzioni.
Cosa fare adesso
- Controlla il cassetto previdenziale: verifica se c'è un avviso bonario a tuo nome e l'importo delle prossime rate.
- Se hai già pagato: segnala all'INPS gli estremi del versamento e allega la ricevuta dell'F24, dalla sezione contatti del cassetto.
- Se l'importo è sbagliato: va verificata la posizione (terreni, giornate, componenti del nucleo coltivatore) prima di pagare.
- Se non riesci a pagare tutto: si può chiedere all'INPS una dilazione, fino a 36 rate mensili per i debiti più comuni, dichiarando una temporanea difficoltà economica.
Documenti utili
- documento d'identità e codice fiscale del titolare;
- F24 pagati nel 2025 e nel 2026, con le quietanze;
- eventuale avviso bonario o comunicazione INPS ricevuta;
- visura del fascicolo aziendale aggiornato.
Come ti aiuta UCI
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